Imu 2026: aggiornati i coefficienti per i fabbricati “D” delle imprese

Con il Decreto Ministeriale del 6 marzo 2026 sono stati aggiornati i coefficienti da utilizzare per il calcolo della base imponibile Imu relativa ai fabbricati appartenenti al gruppo catastale D, come previsto dall’articolo 1, comma 746, della legge n. 160/2019.

Si tratta degli immobili a destinazione speciale, utilizzati per attività produttive, industriali e commerciali, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e contabilizzati separatamente.

Per questi immobili, fino alla richiesta di attribuzione della rendita catastale, il valore ai fini Imu – e quindi la base imponibile – viene determinato sulla base dei costi storici di acquisto o di costruzione, come risultano dalle scritture contabili aziendali.

Tali costi devono essere aggiornati applicando specifici coefficienti, che vengono stabiliti ogni anno con apposito decreto ministeriale.

In pratica, i coefficienti si applicano all’ammontare dei costi risultanti dalle scritture contabili al 1° gennaio dell’anno di riferimento (oppure alla data di acquisizione, se successiva), al lordo degli ammortamenti.

Per individuare il coefficiente corretto, è necessario fare riferimento all’anno in cui sono stati sostenuti i costi relativi all’immobile. Cioè, occorre fare riferimento all’anno di sostenimento dei costi di acquisto o di costruzione, e in base a tale anno va individuato il coefficiente ministeriale da applicare.

Per l’Imu dovuta nel 2026, il coefficiente di aggiornamento è fissato nella misura dell’1,01.

Di seguito si riporta una tabella riepilogativa dei coefficienti di aggiornamento stabiliti per singola annualità.

Si ricorda che le Imprese non ancora registrate potranno procedere alla preventiva iscrizione attraverso la modalità promozionale proposta sulla pagina Iscriviti! del sito ANCE Genova.

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