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Tar Piemonte: legittimo il bando che scoraggia il subappalto, «crea problemi nel corso del contratto»

Per i Giudici «non stupisce che una stazione appaltante possa guardare con diffidenza» ai subaffidamenti.

 

Nulla da dire sul bando che scoraggia il ricorso al subappalto. La clausola che premia l'impresa che lo riduce al massimo non è discriminatoria né anticoncorrenziale. È il subappalto, anzi, a doversi attirare le critiche in quanto «per natura idoneo a creare problemi che si riflettono nella corretta esecuzione dell'appalto». Principio e affermazioni sul subappalto sono contenuti in una recente sentenza del Tar Piemonte, occupandosi del ricorso promosso da un'impresa contro la scelta di una stazione appaltante di premiare con punteggi (10 punti) l'offerta dell'azienda capace di limitare al minimo i subaffidamenti. L'azienda promotrice del giudizio di fronte ai giudici amministrativi ha contestato la clausola del bando ritenendola, tra l'altro, «discriminatoria e limitativa della concorrenza in quanto di fatto impedirebbe a numerosi operatori, che non sono in possesso dei requisiti oggetto di gara o che comunque ritengono di non poter eseguire direttamente tutto l'appalto, di partecipare alla gara». Una censura che il Tar giudica «suggestiva», ma «infondata». Motivo? Per il Tar la clausola che scoraggia il subappalto non è idonea a «a precludere la partecipazione alla gara delle imprese che non posseggano tutti i requisiti o che non siano organizzate in maniera tale da raggiungere l'intero territorio da servire» per il semplice motivo che «il problema può essere risolto da una piccola o media impresa mediante ricorso all'avvalimento o al raggruppamento di imprese». Piuttosto, per i giudici è l'istituto del subappalto che merita una riflessione. Un po'sorprendente, a dire il vero, visto che è contenuta in una sentenza e non in un documento di politica economica. Dopo aver ripercorso le norme europee ed il loro recepimento in ambito nazionale, il Tar conclude che il subappalto è «per natura foriero di problematiche, verosimilmente per la ragione che nella prassi è stato non di rado utilizzato come strumento di sfruttamento delle piccole e medie imprese, con conseguente decadimento della qualità delle prestazioni». «Non stupisce, quindi - continua la sentenza - che una stazione appaltante possa guardarvi con diffidenza». Nessuna preclusione, dunque, nei confronti dei bandi che scoraggiano « il ricorso ad una modalità di esecuzione dell'appalto, il subappalto, che per natura è idoneo a creare problemi che si riflettono sulla corretta esecuzione dell'appalto» e anche «sul rispetto di alcune norme a carattere imperativo (rispetto degli obblighi previdenziali per i dipendenti del subappaltatore; rispetto di norme a tutela dell'ambiente)».

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